La Grande Guerra Patriotica e le sue distorsioni

Post del dicembre 2022 



Ogni nazione ha i suoi miti fondanti, noi Italiani abbiamo il Risorgimento e la Resistenza, la Francia ha la rivoluzione e la sua missione “civilizzatrice” l’Ucraina ha messo al centro l’Holodomor e il suo essere una nazione martire e nel futuro potrà mettere la guerra di indipendenza del 2022/2023.

La Russia post 1991 ha dovuto fare lo stesso, ma con, dobbiamo ammetterlo, una difficoltà in più, lei era nel bene o nel male l’erede della vecchia URSS, se le altre nazioni potevano addossare tutti i mali e tutti problemi al passato sovietico o all’imperialismo zarista, la Russia non aveva questa scappatoia e doveva vivere col suo passato, farci i conti, dimenticare la parti scomode e esaltare i lati oppositivi oppure reinterpretarlo come un qualcosa di glorioso.

Cosa salvare del XX secolo? Le esplorazioni spaziali, forse ma soprattutto la grande vittoria sul Nazismo.

Ogni nazione ovviamente i miti se li costruisce, li adatta e li ripulisce (anche noi Italiani ne sappiamo qualcosa), ma in Russia sono andati oltre.

La propaganda Putiniana si è impadronita del mito della vittoria Sovietica nella Grande Guerra patriotica distorcendola fino a farla diventare un mostro.

Non è un momento di doloroso ricordo dei caduti e che si sono sacrificati per un fermare il nazismo, della memoria passata di un dramma, è la Vittoria gloriosa della Potenza Militare Russa, la cosidetta obedobesie – победобесие. (situation post 58 del 10 maggio).

Non qualcosa che va ricordato per poter evitare che accada nuovamente, ma come l’auspicio di future nuove vittorie militari.

Soprattutto Putin se ne è impadronito e questa Vittoria è stata trasformata in una Vittoria Russa non più Sovietica.

È stata rimossa dalla memoria collettiva il contributo delle altre nazionalità, i milioni di morti ucraini, baltici, bielorussi, o dei popoli del Caucaso o dell’Asia Centrale, i milioni di soldati non Russi dell’Armata Rossa.

Anzi la distorsione è arrivata a definirla una vittoria esclusivamente “russa”, in cui TUTTE le altre nazionalità ex sovietiche stavano dalla parte di Hitler.

Così, per la propaganda russa, ripresa dai nostri ridicoli minions nostrani, gli Ucraini non avrebbero solo lo stigma di essere stati anti-russi, ma quello di essere neo Nazisti, strutturalmente e storicamente Nazisti. Una menzogna, infame, che sputa sui 4 milioni di Ucraini morti indossanda la divisa dell’’armata rossa.

E Bandera? vi guairà qualcuno. (non Banderas, come ha volte viene confuso dai minions più ignoranti, quello è un attore vi ricordo e pure bonazzo).

Bandera è esistito, come è esistita la X MAS, o le Croci Frecciate, gli Ustascia, Petain, Quisling e Mosley per non dimenticare Monsignor Tiso. (vi rimando al situation post n 62 del 17 maggio)

Inutile inventarsi scuse: i collaborazionisti nazisti erano dappertutto e Bandera non era una brava persona.

Ma è altrettanto vero che esistette anche Andrey Andreyevich Vlasov, che comandò diverse centinaia di migliaia di Russi che indossavano la divisa nazista.

Barbero ama distinguere tra storia e memoria condivisa, e su questo ha ragione, ma dimentica un altro step: quello della menzogna propagandistica.

Volevo scrivere di questo da parecchio tempo, poi due fatti mi hanno spinto ad agire:

il primo è stata una conferenza proprio di Alessandro Barbero in cui continuava a battere su quanto fossero numerosi i collaborazionisti ucraini durante la guerra, dimenticando appunto che furono numerosi anche tra i Russi.

La seconda dimostrazione plastica l’ho avuta seguendo un video Youtube di Limes che parlava di come proseguirà la guerra durante l’inverno, il conduttore interviene con queste parole:

“Vedremo poi se gli Ucraini sono fatti della stessa pasta che hanno dimostrato i Russi fermando i Nazisti a Stalingrado.”

Al che Parabellum, che era ospite in quel caso, lo gela ricordandogli che:

“A fermare i tedeschi a Stalingrado è stato l’Armata Rossa Sovietica in cui militavano 4 o 5 milioni di Ucraini, sono della stessa pasta.

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