Oggi vi parlo del mio gatto

 Post del 24 Luglio 2022



L’aggettivo possessivo è ovviamente errato: nessuno possiede un gatto, casomai vi è uno accordo che scambia fusa e, occasionale, supporto emotivo in cambio di abbondante nutrimento e l’uso dei divani del salotto, ma andiamo al punto.

Alcuni anni fa, quando l’accordo che definiva i nostri rapporti non era ancora totalmente definito l’astuto felino decise di iniziare a dare spettacolo durante la notte.

Un paio d’ore prima dell’alba arrivava e ci svegliava a forza di miagoli zompi ed eventuali chirurgici morsetti. Pretendeva attenzione, coccole e possibilmente un soddisfacente razione di croccantini

La mia reazione fu di non cedere: di solito lo buttavo fuori stanza ed eventualmente chiudevo la porta della camera e poi tentavo di addormentarmi mentre la Malabestia piangeva disperata come un’anima dannata che venisse immersa nella pesce rovente, correva rumorosamente per casa e rovesciava qualunque oggetto rovesciabile

La tentazione di cedere, alzarsi e dargli i Maledetti croccantini era forte, ma non cedetti. Alla fine vinsi e la smise

Era evdente che cedere una volta avrebbe solo confermato al suo cervellino predatore che poteva ottenere quello che volevo comportandosi così.

Lo avrebbe spinto a rilanciare.e avrebbe continuato.

Ora, senza sopravvalutare nessuno, e senza sottovalutare i felini, mi viene da ipotizzare che Lavrov sia intelligente almeno quanto il mio gatto.

Secondo voi se cedessimo uno dei suoi ricatti, sul gas ad esempio, raggiungeremo un accordo? Ci saremmo assicurate le forniture oppure semplicemente sarebbe solo l’inizio? Se miagolare la notte funzionasse perché rinunciare?

Direi che per non capirlo bisogna essere decisamente meno intelligenti di una palla di pelo.






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