Paci non pacifiche
Post del 19 aprile 2022
Provo a fare una predizione, spiacevole, speriamo di sbagliarci. Non appena Putin penserà di aver raggiunto i suoi obiettivi o quanto meno di non avere la forza di andar oltre, preferibilmente, per lui, entro il 9 maggio, assisteremmo alla sua improvvisa trasformazione.
Tenterà immediatamente di proclamare una tregua o un cessate il fuoco e di interrompere i combattimenti. All’interno proclamerà il successo della denazificazione e il salvataggio dei russi oppressi, esternamente diverrà una colomba irenica che aspirerà solo al bene dell’umanità.
Farà la vittima minacciata dai cattivi Ucraini che contrattaccano e uccidono quando LUI vuole solo fermare il massacro.
Sarà un momento difficilissimo dal punto di vista dell’opinione pubblica. Tutto il circo mediatico degli scherani del dittatore e dei pacifinti farà del suo meglio per far passare la resistenza ucraina all’occupazione come i cattivi guerrafondai che non vogliono la pace e continuano a sparare.
Sarà difficile, temo impossibile, per i governi occidentali tenere la barra e rifiutarsi di accettare proposte apparentemente distensive e pacificatorie.
Ovviamente, sarà tutta una presa per il culo. Solo una tregua necessaria prendere il controllo pieno delle zone occupate (a un costo di sangue e sofferenze terribile per gli abitanti di quelle terre) e recuperare le forze per riprendere l’avanzata, in seguito, alla prima occasione.
Una sola cosa lo fermerà, a un costo altissimo per i Russi, mantenere le sanzioni per impedirgli di ricostruire le sue forze e soprattutto portare sempre più Ucraina e Moldavia in ambito europeo e NATO per metterle al sicuro dietro la linea rossa.

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